Salò da scoprire

Adagiata sulle rive di una vasta insenatura, affacciata al sole e al riparo dai venti del Nord, Salò si fa vanto di un ambiente privilegiato, unico e irripetibile.

Al paesaggio naturale fa da controcanto un paesaggio urbano altrettanto ricco, nel quale si sedimentano le tracce di una storia gloriosa. Seguendo le testimonianze del passato, dell’arte, della cultura e dell’architettura è possibile compiere, nel centro storico di Salò, entro il perimetro delle antiche mura medievali, tra la torre dell’Orologio, a ponente, e quella del Carmine, a levante, un itinerario di grandi suggestioni.

Tutto ricorda l’età aurea della Serenissima, simboleggiata dall'antico Palazzo della Magnifica Patria (l’attuale municipio), edificato nel 1524 su progetto del Sansovino ed ampiamente rifatto dopo il terremoto del 1901. Nella grande sala consiliare si ammira, sul soffitto, una grande tela (1617) di Giovanni Andrea Bertanza: «Il Cristo in gloria», con il Benaco che sostiene un cedro e un tridente con i frutti del lago; nella stessa sala, ecco il busto marmoreo di Gasparo da Salò, opera (1906) dello scultore gardesano Angelo Zanelli. Dell'antico palazzo della Magnifica Patria restano, nella Sala dei Provveditori, alcuni frammenti d'affresco attribuiti alla bottega dei Mangiavino e le pregevoli le tavolette ligneedella seconda metà del XV secolo, recentemente restaurate.

Alla consapevolezza del proprio primato politico nella Magnifica Patria, Salò affianca l'aspirazione a primeggiare anche in campo religioso. Ne dà testimonianza la maestosa parrocchiale dedicata a Santa Maria Annunciata, il Duomo, quasi soffocato tra le antiche case del quartiere, forse l'eredità più significativa del dominio veneziano. Progettato da Filippo delle Vacche in stile tardo gotico, fu innalzato a partire dal 1453 e consacrato nel 1502. Per la ricchezza delle opere che conserva, è un vasto museo di belle arti. Straordinarie le opere pittoriche di Andrea Celesti, di Palma il Giovane, del Romanino, di Zenone Veronese, di Paolo Veneziano. Curiosoil cosiddetto «gobbo del Duomo», di produzione tardogotica lombarda, nel quale la tradizione popolare individua uno degli operai che lavorarono al portale, rimasto gobbo in seguito a una caduta.

Il Duomo è uno dei tre monumenti nazionali di Salò. Gli altri sono il cinquecentesco Palazzo Terzi  Martinengo a Barbarano, suggestivo con il suo aspetto di dimora fortificata, unico nel suo genere sul Garda, e il Lazzaretto di San Rocco, un complesso costruito a partire dal 1484 per prevenire e fronteggiare le epidemie. Annessa al lazzaretto, la cappella dedicata a S. Rocco, realizzata nel 1514, e il cimitero monumentale del Vantini, realizzato tra il 1825 e il 1853.

Passeggiando nel centro storico, altre sorprese: antiche chiese, vivaci piazzette, palazzi del seicento e architetture liberty, monumenti e scrigni d’arte e cultura. Come il Centro culturale Santa Giustina, il museo che narra la storia della città e celebra il mito di Salò, ricavato negli spazi nobili dell’antica, omonima chiesa e del cinquecentesco convento dei frati Somaschi.

Ma Salò non è solo il nucleo antico racchiuso entro le mura. Per apprezzare appieno il suo fascino occorre uscire verso i borghi e le frazioni sparse tra collina e montagna. Per raggiungere, ad esempio, il Santuario di Madonna del Rio, verso Renzano, eretto nel XVIII secolo, o le località di San Bartolomeo e Serniga, dove è piacevole sostare sui sagrati verdi delle loro rustiche chiese e lanciare lo sguardo verso l’orizzonte azzurro del lago. Quasi un mare, certamente un presentimento di Mediterraneo.

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